"“Libertà, uguaglianza, fratellanza” è il motto della repubblica francese. Spendiamo qualche parola a proposito dell'uguaglianza. Per natura, gli esseri umani non sono uguali: gli uni vengono al mondo con una costituzione robusta, con facoltà intellettuali o con doni artistici, mentre altri sono infermi o limitati sotto tutti i punti di vista. Certo, la parola “uguaglianza”, scritta su tanti edifici pubblici, rappresenta l’uguaglianza di fronte alla legge. Benissimo, ma prendiamo solo questo esempio: una forte multa da pagare per un eccesso di velocità alla guida non tocca allo stesso modo un miliardario o qualcuno che ha appena di che vivere. Neppure l’uguaglianza davanti alla legge rende uguali gli esseri umani.
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martedì 27 ottobre 2015
mercoledì 18 febbraio 2015
Diritto di primogenitura - ceduto da Esaù a Giacobbe. Suo simbolismo / Birthright - that Esau gives away to Jacob; its symbolism
"Esaù, affamato, cede il suo diritto di primogenitura a suo fratello Giacobbe, in cambio di un piatto di lenticchie... Conoscerete senz'altro questo episodio dell'Antico Testamento. Si tratta ovviamente di un racconto simbolico che va interpretato.
Esaù rappresenta l'essere umano pronto a sacrificare la dignità – simboleggiata qui dal diritto di primogenitura – che gli conferisce un immenso valore agli occhi del suo Padre celeste, in cambio di piaceri immediati: il piatto di lenticchie. Perché la fame è sinonimo di tutti gli appetiti, di tutte le bramosie. Quante altre forme di fame, oltre alla fame fisica, pretendono di essere saziate e fanno perdere agli esseri umani il loro diritto di primogenitura, la loro dignità di figli di Dio! Ogni volta che un essere cede a un istinto, che non riguarda solo la gola, ma anche la sensualità, la collera, la gelosia, l'ambizione, l'odio..., vende il suo diritto di primogenitura, la sua regalità interiore, per un piatto di lenticchie, e si impoverisce, si sottomette, diventa schiavo. In cambio di qualcosa di poco valore, abbandona un bene estremamente prezioso in lui: la vita divina."
Esaù rappresenta l'essere umano pronto a sacrificare la dignità – simboleggiata qui dal diritto di primogenitura – che gli conferisce un immenso valore agli occhi del suo Padre celeste, in cambio di piaceri immediati: il piatto di lenticchie. Perché la fame è sinonimo di tutti gli appetiti, di tutte le bramosie. Quante altre forme di fame, oltre alla fame fisica, pretendono di essere saziate e fanno perdere agli esseri umani il loro diritto di primogenitura, la loro dignità di figli di Dio! Ogni volta che un essere cede a un istinto, che non riguarda solo la gola, ma anche la sensualità, la collera, la gelosia, l'ambizione, l'odio..., vende il suo diritto di primogenitura, la sua regalità interiore, per un piatto di lenticchie, e si impoverisce, si sottomette, diventa schiavo. In cambio di qualcosa di poco valore, abbandona un bene estremamente prezioso in lui: la vita divina."
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